Quale ripresa a livello occupazionale?manifestazione fiom cgil

I dati pubblicati nelle ultime settimane evidenziano in Abruzzo una grave caduta dell’occupazione.

In particolare è cresciuta la disoccupazione nella classe di età tra i 15 e i 34 anni. Le piccole e medie imprese inoltre permangono in una situazione di grande difficolta’, con una ricaduta negativa sui redditi e sui consumi.cgil

Lo scrive, in una nota, Sandro Del Fattore, segretario generale Cgil Abruzzo. Proprio a fronte di questo quadro, Cgil Cisl Uil – ricorda il sindacalista – hanno presentato al presidente della Regione una piattaforma con la quale si intende aprire quella che abbiamo chiamato “Vertenza Abruzzo”, sia nei confronti della Regione che del governo nazionale. Secondo la Cgil, a partire dall’incontro di questa mattina con il ministro De Vincenti, i temi da porre con urgenza, e su cui c’e’ bisogno di una profonda modifica delle politiche nazionali, sono i seguenti: Le crisi e le vertenze aziendali sono molte ma l’attuale configurazione degli ammortizzatori sociali non garantisce piu’ la piena copertura ed espone tanti lavoratori al rischio di licenziamento. Gli stessi strumenti come le aree di crisi semplici e complesse o le Zone Economiche Speciali (che consideriamo anche un nostro risultato) rischiano di produrre i loro effetti quando molte delle crisi aziendali sono gia’ precipitate. E’ necessario rivedere subito, quindi, l’attuale normativa sugli ammortizzatori sociali; è urgente dare immediata attuazione agli interventi contenuti nella “Carta di Pescara” e nel “Patto per lo Sviluppo”. Inoltre c’e’ bisogno che il governo nazionale riapra il flusso delle risorse ordinarie in conto capitale per nuovi investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca, nelle politiche industriali; bisogna invertire la politica dei tagli al trasporto pubblico locale, che hanno colpito regioni come l’Abruzzo rendendo ancora piu’ difficile la condizione dei comuni delle aree interne; c’è bisogno di fermare ulteriori tagli al servizio sanitario nazionale e alle politiche sociali. La sanità e il sociale richiedono invece investimenti per il potenziamento della sanita’ del territorio, per l’integrazione socio-sanitaria, per dare risposte positive ai tanti lavoratori oggi precari ma impegnati in settori decisivi del servizio sanitario, per mettere in sicurezza le strutture ospedaliere attraverso l’utilizzo del fondo nazionale per l’edilizia sanitaria, evitando così di ricorrere a operazioni spericolate come la finanza di progetto, che sono destinate a produrre inefficienze e nuovo debito. Accompagneremo il confronto su questi temi – dice infine Del Fattore – con nuove iniziative e mobilitazioni unitarie-

Print Friendly