wireless-1024x663Un team di ricercatori abruzzesi della West Aquila Srl (spin off dell’Università dell’Aquila) è coinvolto in una serie di progetti volti all’utilizzo della tecnologia wireless in campo medico. Il fine è quello di continuare a garantire elevati standard di assistenza medica senza gravare troppo su strutture fisiche come gli ospedali, sempre più a corto di posti letto.

L’esigenza nasce da uno studio condotto dal team di esperti sulle tendenze demografiche degli ultimi cinquant’anni. In un comunicato diffuso dalla West si le legge: «L’età media della popolazione mondiale sta crescendo a causa di una diminuzione della fertilità ed un contemporaneo aumento dell’aspettativa di vita durante la seconda metà del 20° secolo. Questi fattori – continuano gli esperti – combinati all’elevata fertilità in molti Paesi durante la seconda guerra mondiale risulterà in un aumento del numero di persone con età superiore ai 65 anni durante i prossimi venti anni. In Europa, in particolare, il numero di persone ultra sessantacinquenni passerà dal 15.5% al 24.3%. Questo numero crescente di anziani accresce la domanda di sistemi di sanità pubblica e servizi medici e sociali: la sanità pubblica dovrà presto affrontare un incremento nel carico dovuto a malattie croniche, infortuni, disabilità e una crescente richiesta di servizi di monitoraggio di pazienti con relativo aumento dei costi sulle finanze pubbliche».

«Mentre l’assistenza fornita da personale specialistico non è rimpiazzabile – si legge ancora nel comunicato – gli ultimi ritrovati nel campo dell’information and communications technologies (ICT) possono aprire nuove prospettive nell’assistenza remota, ovvero la possibilità per le persone di essere monitorate nelle proprie case per periodi di tempo prolungati, in maniera quasi invisibile e quindi garantendo la possibilità di mantenere un elevato tenore di vita e la necessaria indipendenza di queste persone.»

È così, nell’ottica dello sviluppo di progetti di Health Care, i ricercatori del team West sono ora impegnati in due iniziative in ambito europeo. Uno di questi è condotto all’interno di una partnership con l’Università Tecnica della Catalogna e la greca Vidavo Srl nell’ambito del Settimo programma quadro dell’Unione europea, il programma europeo di sostegno alla ricerca. Il progetto si chiama “WSN4QoL” (Wireless Sensor Networks for Quality of Life) ed ha l’obiettivo di mettere a punto sistemi di sensori per monitorare i pazienti in remoto, permettendo loro piena mobilità e assistenza medica allo stesso tempo. “Ubicare” invece (acronimo di UBIquitous CAREgiver) è inquadrato nell’ambito del Programma operativo regionale 2007 – 2013 e si propone di mettere a punto un sistema di monitoraggio non invasivo per i malati di Alzheimer in grado di garantire ai malati stessi una vita sociale attiva soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, che a volte può durare anche anni.

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