Riceviamo dal Gruppo Bper e pubbichiamo.

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 marzo 2018. Ecco le principali evidenze.bper

Utile netto del trimestre pari a € 251,0 milioni, migliore trimestre nella storia del Gruppo

CET1 ratio Phased In al 14,61% a conferma dell’elevata solidità patrimoniale con un ampio buffer di capitale rispetto al requisito SREP 2018 fissato da BCE all’8,125%. CET1 ratio Fully Phased pari all’11,71%

Con l’obiettivo di accelerare il processo di miglioramento dell’asset quality e in coerenza con l’azione strategica comunicata al mercato nel novembre scorso, il Gruppo BPER ha selezionato un portafoglio di crediti deteriorati lordi potenzialmente cedibile di circa € 6,4 miliardi, pari a circa i due terzi dei crediti dubbi lordi totali. I valori netti di detto portafoglio sono stati allineati a quelli realizzabili in un probabile scenario di cessione come previsto dal nuovo principio contabile IFRS9 introdotto dal 1 gennaio 2018. Tale azione ha comportato ulteriori accantonamenti per un importo complessivo superiore a € 1,1 miliardi portando le coperture ai massimi livelli del settore bancario italiano:

– coperture sui crediti deteriorati al 57,4% (+8,7 p.p. rispetto a fine 2017);

– coperture sulle sofferenze al 66,5,% (+7,2 p.p. rispetto a fine 2017);

– coperture sulle inadempienze probabili al 39,9% (+12,7 p.p. rispetto a fine 2017)

Questo importante intervento consente di guardare con ottimismo all’evoluzione dell’asset quality di Gruppo. Il Consiglio di Amministrazione ha rivisto in termini più ambiziosi i target di riduzione dello stock di crediti deteriorati rispetto a quelli contenuti nella NPE Strategy comunicata nel novembre dello scorso anno.350x215xbper-e1377817595846.jpg.pagespeed.ic.TcRe7r7Qzb

Pertanto il nuovo obiettivo di NPE ratio lordo si colloca in area 11,5% nel 2020 e sotto la soglia del 10,0% nel 2021

Continua il trend di ulteriore significativo miglioramento dell’asset quality con una importante riduzione:

– dello stock di crediti deteriorati scesi sotto la soglia dei € 10,0 miliardi, in virtù anche di un’azione di write-off sulle sofferenze per circa € 0,5 miliardi;

– dell’NPE ratio lordo al 19,3% dal 19,8% di fine 2017 in calo per il settimo trimestre consecutivo;

– dell’NPE ratio netto al 9,3% dall’11,3% di fine 2017;

– del Texas ratio al 98,7% (-3,2 p.p. rispetto a fine 2017)

Risultato della gestione operativa pari a € 325,9 milioni supportato in particolare dall’andamento molto positivo delle commissioni nette e dal risultato della finanza, anche grazie a utili realizzati su titoli di debito. Il costo del credito annualizzato, calcolato secondo il nuovo principio contabile IFRS9, si attesta su un livello decisamente contenuto pari a 22 bps.

Dichiarazione di Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca:bperbanca

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati del primo trimestre dell’anno, valutando molto positivamente l’andamento del Gruppo con particolare riferimento a tre aspetti fondamentali: 1) l’elevato livello di redditività raggiunto, 2) il fortissimo incremento delle coperture dei crediti deteriorati portate ai livelli massimi del sistema e la continuazione del trend di miglioramento della qualità degli attivi e, infine, 3) il mantenimento di un elevato grado di solidità patrimoniale.

L’utile netto del trimestre risulta pari a € 251 milioni, il migliore risultato nella storia del Gruppo, supportato dalla rilevante riduzione delle rettifiche su crediti, dalla dinamica positiva del business, con particolare riferimento all’incremento della componente commissionale, e dalla positiva performance della finanza.

Alessandro Vandelli

Alessandro Vandelli

Nel trimestre, con l’obiettivo di accelerare il processo di miglioramento dell’asset quality e in coerenza con l’azione strategica comunicata al mercato nel novembre scorso, abbiamo selezionato un portafoglio di crediti deteriorati lordi potenzialmente cedibile di circa € 6,4 miliardi, pari a circa i due terzi dei crediti dubbi lordi totali. I valori netti di questo portafoglio sono stati allineati a quelli realizzabili in un probabile scenario di cessione come previsto dal nuovo principio contabile IFRS9 introdotto dal 1 gennaio 2018. Tale azione ha comportato ulteriori accantonamenti per un importo complessivo superiore a € 1,1 miliardi favorendo un allineamento delle coperture ai massimi livelli del settore bancario italiano. Ciò permetterà un’ulteriore e significativa riduzione dello stock dei crediti deteriorati già a partire da quest’anno anche attraverso la cessione di sofferenze.

Siamo confidenti che con questo intervento siano state poste solide basi per risolvere definitivamente il tema relativo alla “qualità del credito” consentendo, in presenza dell’ampia dotazione di capitale a disposizione, di rivedere in termini più ambiziosi i target di riduzione dello stock di NPE rispetto a quelli comunicati nel novembre scorso, con un nuovo obiettivo di NPE ratio lordo in area 11,5% nel 2020 e sotto la soglia del 10,0% nel 2021.

Inoltre, il rilevante incremento delle coperture contribuirà a ridurre strutturalmente il costo del credito a livelli significativamente più contenuti rispetto al passato con implicazioni molto positive sulla redditività ordinaria del Gruppo.bper

In questo scenario, si conferma per il settimo trimestre consecutivo il miglioramento della qualità del credito con la riduzione dell’incidenza dello stock dei crediti dubbi ormai prossimi alla soglia del 19% dei crediti totali. Infine, la solidità patrimoniale si conferma elevata anche dopo l’azione decisiva sul coverage e l’introduzione dei nuovi principi IFRS9 con un CET1ratio pari al 14,61% su base transitoria rispetto ad un requisito minimo SREP definito dalla BCE all’8,125%, e all’11,71% in piena applicazione. Guardiamo, quindi, con grande soddisfazione ai risultati fino ad ora conseguiti con lo sguardo proiettato avanti in un anno quanto mai impegnativo, che vedrà il Gruppo realizzare azioni decisive verso la normalizzazione della qualità del credito e il ritorno ad un livello di redditività ordinaria più elevato. Da queste solide basi partiamo per costruire un nuovo Piano industriale di ampio respiro la cui approvazione è prevista dopo l’estate.

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