Nella tarda serata di ieri è stato firmato l’accordo propedeutico all’ingresso di Nuova Carichieti nel Gruppo bancario UBI. 

I nodi principali del verbale di accordo, sui quali la trattativa si è fatta serrata negli ultimi due giorni, sono stati superati e condivisi in un’ottica di responsabilità di tutte le parti del tavcarichietiolo.

L’accordo prevede che nessun ricorso alla legge sui licenziamenti collettivi ma utilizzo del criterio della volontarietà per l’esodo dei dipendenti che aderiranno al Fondo di solidarietà delsettore bancario per l’accesso al prepensionamento, con ampliamento della platea inizialmente individuata; possibilità di richiesta della temporanea sospensione delle rate dei mutui ipotecari per coloro che aderiranno all’esodo volontario, oltre al mantenimento di benefici e misure previdenziali in essere per il personale della banca; parziale copertura economica delle giornate di solidarietà già previste per il 2017, in quanto finanziate dal Fondo esuberi e rimodulazione di quelle previste per il 2018; conferma delle tutele legali per i dipendenti esodati, coinvolti sul tema delle obbligazioni subordinate; limite chilometrico fissato a vario titolo e per fasce di lavoratori che saranno interessati dalla prossima riorganizzazione aziendale, con un riconoscimento economico per la mobilità; ampliamento del part time e grande attenzione alla formazione ed alla riqualificazione delle risorse umane in vista dell’ingresso nel Gruppo UBI.

“Esprimo soddisfazione per un accordo che garantisce la volontarietà come unico criterio di accesso al Fondo di solidarietà“, ha spiegato Valerio Fabi, Segretario aziendale UNISIN in UBI Banca “che mantiene le previsioni di secondo livello per i colleghi e che prevede nuove garanzie come il distacco e la possibile temporanea sospensione delle rate del mutuo per il periodo di permanenza nel Fondo, ai colleghi in esodo”.

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